[tratto da IN UNA SERA (Montedit, 2013) raccolta di racconti brevi di Benedetto Di Pietro]

I MIRACOLI DELLA PUBBLICITÀ

Frank Jones era un gran lavoratore. Per lui esisteva solo il lavoro e non c’era un lavoro che egli non fosse in grado di fare. Aveva un solo difetto: quello di credere alla pubblicità fatta sui vari organi di stampa e in particolare in televisione. Era convinto che se un prodotto veniva pubblicizzato, non v’era ombra di dubbio che doveva essere di ottima qualità, sennò il produttore non avrebbe speso i soldi per pubblicizzarlo. Bisogna dire che anche la sua giovane moglie era dello stesso parere e non indossava un capo di abbigliamento che non fosse di marca. La sua opinione sulla pubblicità era credibile, almeno in parte, fino a quando non gli è capitato quello che sto per raccontarvi.
Frank aveva un lavoro indipendente che lo portava spesso in giro: faceva il procacciatore di affari e a volte si assentava da casa per qualche giorno. Quando riusciva a concludere un contratto tornava a casa contento, anche perché doveva mantenere la moglie e un’altra donna che aveva conosciuto in un’altra città. Con questa manteneva rapporti stretti e discreti, sicuro che a sua moglie non sarebbe mai passato per la testa alcun dubbio sul suo comportamento ambiguo. E in qualche maniera era dispiaciuto di questo fatto anche perché nei confronti della moglie lui avrebbe messo la mano sul fuoco che non l’avrebbe mai tradito.
Frank un giorno cominciò a soffrire di mal di schiena. Può essere una cosa normale, un normale mal di schiena come si è in tanti a soffrirne. L’uomo le aveva provate tutte: medicine, massaggi, ginnastica; ma quel dolore alla schiena tendeva a cronicizzarsi e ormai si era rassegnato a tenerselo per sempre. C’era chi lo consigliava di farsi vedere da uno specialista, ma lui non aveva molta fiducia nei medici e si curava da solo; alle medicine del farmacista preferiva la farmacopea conosciuta dal popolo e fatta di radici e foglie di piante, nelle quali credeva perdutamente per i valori curativi del corpo e dell’anima. Era convinto che gli animali, tutti gli animali, e le piante avessero un’anima e fossero in grado di parlare.
Lo stupore di Frank Jones raggiunse l’apice un giorno che scoprì che non solo gli animali e le piante, che sono esseri viventi, ma anche gli oggetti hanno un’anima e sono in grado di parlare, ovviamente non tutti li possono sentire, bisogna essere individui speciali e Frank lo era. Il fatto che si presentò fu molto strano, ma la sua credulità in qualche maniera venne soddisfatta. Successe che una sera si addormentò davanti alla TV. Quando si è stanchi, l’apparecchio televisivo ha la forza incontenibile di abbandonare tra le braccia di Morfeo chi gli sta davanti. Poi succede che a notte fonda si venga svegliati dalla voce del solito imbonitore che vende pentole, attrezzi ginnici e materassi. La stessa cosa successe a Frank: venne svegliato da un venditore di materassi che ne presentò uno “intelligente”. «Intelligente – spiegava l’uomo della televisione – perché riesce a memorizzare la posizione esatta di chi vi dorme sopra. Inoltre è molto indicato per chi soffre di mal di schiena.»
Quel materasso della pubblicità a Frank sembrò cosa utile e necessaria. Così ne parlò alla moglie, convincendola, e ne ordinò uno per il letto matrimoniale.
Il materasso intelligente gli venne consegnato dopo qualche giorno. Si rivelò davvero un bell’acquisto. Il nuovo materasso aveva caratteristiche straordinarie: non solo memorizzava la posizione del dormiente, ma era anche in grado di parlare e chiedere a chi doveva giacervi sopra di scegliere la posizione preferita. Lo faceva con voce di donna, quasi una carezza per un sonno sereno e duraturo.
Frank si ritenne veramente soddisfatto per l’acquisto. Lui aveva il sonno pesante e non si muoveva spesso; poi quel mal di schiena lo faceva dormire male e le uniche posizioni che assumeva erano a pancia in giù e su uno dei due fianchi.
Dopo un’assenza di qualche giorno rientrò a casa. Era tardi. Alla moglie, che era già a letto e che premurosa gli chiese come fosse andata, rispose che gli affari erano andati bene e che era contento. In effetti lo era, ma non tanto per gli affari, quanto per il fatto che aveva passato qualche giorno con l’altra donna, sicuro che sua moglie durante la sua assenza fosse andata a trovare una sorella.
Così, dopo una cena molto povera fatta di latte e biscotti, guardò la TV e quando si presentò il sonno andò a letto per riposare sul materasso intelligente. La moglie già dormiva, lì accanto a lui. La solita vocina suadente del materasso gli sussurrò chiedendogli se intendesse dormire sui fianchi, sul dorso o a pancia in giù. Frank si alzò e ripeté il movimento. Il materasso pose la stessa domanda in cui annunciava ancora una posizione sul dorso che lui non aveva mai assunta a causa del mal di schiena.
A quel punto l’uomo capì tutto. Comprese che il materasso aveva memorizzato una posizione assunta da qualcun altro nel suo letto, durante la sua assenza, accanto alla moglie. Capì che la pubblicità se veritiera può fare anche male. Ma principalmente capì che il comportamento umano è strano: riesce a vedere le cose lontane meglio di quelle vicine. E affinché l’inganno resti segreto è buona cosa non commetterlo.